La prevenzione in Ortopedia (Dott. Francesco Franceschi)


 

Molto spesso mi trovo pazienti in ambulatorio che  mi aggrediscono con pagine stampate dal web sul trattamento della cartilagine, nelle quali si promettono trattamenti miracolosi che fanno ricrescere la cartilagine di articolazioni ormai bloccate, “grippate” perché prive del loro “cuscinetto a sfera”.

A questo punto va fatto un po’ di ordine e vanno chiariti un po’ di concetti. La cartilagine non si rigenera, è un patrimonio che ci viene dato alla nascita e giorno dopo giorno si consuma a poco a poco come le gomme delle automobili.

A volte può anche subire dei danni pesanti, delle erosioni, ma la ricerca fino ad adesso anche avendo fatto dei passi da gigante, non è riuscita a risolvere il problema.

Che si propone pertanto ad un paziente con questo tipo di problematica?

Come al solito dobbiamo dividere i trattamenti in cruenti ed incruenti.

Nella prima serie vanno considerati i trattamenti infiltrativi, i farmaci cosiddetti condroprotettori.

Il tipo di infiltrazione più frequente disponibile è quella con acido ialuronico, lo stesso che si usa in medicina estetica, esistono differenti concentrazioni a basso e ad alto peso molecolare a seconda della durata dell’effetto che si vuole ottenere; cioe a breve o a lungo termine. Ha una funzione di nutrimento  nei confronti del tessuto cartilagineo danneggiato  ed una funzione prettamente ammortizzante, se ne fanno tre/quattro a volte due ed in genere i pazienti con artrosi sono molto soddisfatti e migliorano la sintomatologia.

Altro tipo di terapia infiltrativa sono i famosi fattori di crescita, che erroneamente parecchie persone chiamano cellule staminali; sono dei derivati del sangue, infatti il paziente deve prima essere sottoposto ad un prelievo e poi dal sangue mediante una centrifugazione  vengono separate delle proteine direttamente dalle piastrine che vengono iniettate nelle articolazioni. Hanno un’importante potere antiinfiammatorio ed antidolorifico ma contrariamente a quello che si pensa non fanno ricrescere la cartilagine così come per i trattamenti infiltrativi con cellule staminali.

Chirurgicamente esistono differenti metodiche per trattare i danni della nostra cartilagine specialmente a livello delle ginocchia.  Da circa trent’anni si utilizza la coltivazione delle cellule cartilaginee che poi vengono seminate su un terreno tridimensionale e poi vengono impiantate a livello del difetto in articolazione. Recentemente sono state sostituite da coltivazione di cellule staminali che subiscono la stessa procedura. Sono tecniche che bisogna pero ricordare, hanno la loro massima efficacia nei pazienti piu giovani e quindi con maggiore capacita riparativa, certamente non si puo proporre ad una paziente anziana che piuttosto beneficerebbe di una sostituzione protesica.
La sostituzione protesica  al giorno d’oggi non deve essere vista come un ostacolo invalicabile, infatti con l’evoluzione della tecnologia si puo’ eseguire una sostituzione protesica a volte di soltanto una parte del ginocchio (protesi monocompartimentali), o di tutto il ginocchio con protesi di materiali sempre piu’ all’avanguardia.

Sicuramente il TIMING di quando intervenire è l’essenziale, quindi il rivolgersi ad uno specialista alle prime avvisaglie di dolore non puo’ che aiutare nella gestione di una patologia che spesso compromette la vita dei pazienti.

Quindi.. l’importante sarebbe prevenire le lesioni della cartilagine. Tra i consigli piu’ utili sicuramente abbiamo:

  • Praticate sport o esercizio abituale (sempre in relazione ai parametri personali come età o capacità motorie);
  • Utilizzare attrezzatura sportiva e calzature adeguate per ammortizzare il sovraccarico articolare
  • Buona alimentazione (Anche se glucosamina NON è presente in natura negli alimenti se non nei CROSTACEI). Il controllo del peso ed il mantenimento di un indice di massa corporea normale garantisce, nel lungo termine, la conservazione dell’integrità cartilaginea articolare, la prevenzione degli infortuni e la possibilità di praticare attività fisica regolare. In caso di insorgenza di artrosi conclamata, il controllo del peso riduce al minimo gli attriti articolari e con essi il dolore correlato. La dieta può agire efficacemente anche sul rapporto plasmatico degli elettroliti tra i quali la componente di maggior rilievo è costituita senz’altro dall’equilibrio di calcio e fosforo. Questi due oligoelementi influiscono sulla salubrità scheletrica generale ed il loro metabolismo è coinvolto sia nella sintesi che nel rimodellamento osseo.
  • Consultate il medico in maniera precoce di fronte alla comparsa di gonfiore o dolore di un’articolazione in modo da evitare di peggiorare un quadro clinico ancora controllabile.

Il classico motto “prevenire è meglio che curare” vince sempre!

Il Professor Francesco Franceschi, specialista in Ortopedia e Traumatologia, è Direttore dell’Unita Operativa di Chirurgia dell’arto superiore e inferiore del Policlinico Universitario Campus-Biomedico di Roma.
Il Professore e il suo team di specialisti svolgono attività di alta specializzazione nel trattamento delle patologie delle articolazioni, attraverso l’applicazione delle più avanzate tecniche mini-invasive quali, ad esempio, l’artroscopia e la sostituzione protesica delle articolazioni.
Maggior informazioni sono disponibili sul sito web http://www.francescofranceschi.com/

 


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