La falsificazione dei materiali geologici preziosi. (Dott.ssa Rosa Maria Di Maggio)


 

Lo studio di numerosi materiali geologici è considerato di interesse forense perché sono sovente utilizzati nello svolgimento di attività illecite e, a volte, possono ricoprire un ruolo primario come elementi di prova.

I materiali geologici sono indispensabili per lo svolgimento di svariate attività umane, e da sempre l’uomo ha considerato tali materiali come una risorsa primaria. Alcuni minerali, come per esempio il talco o lo zolfo, vengono estratti e utilizzati tal quali; altri, invece, per ottenere materiali utilizzabili in numerosi campi di applicazione sono sottoposti a specifici trattamenti chimico-fisici. Infine, un congruo numero di materiali geologici, data la loro bellezza e rarità, vengono impiegati come oggetti decorativi, di oreficeria e di ornamento; questi sono le pietre preziose e le gemme, i metalli preziosi ed i fossili rari.

 

I materiali geologici preziosi non attirano l’uomo solo per la loro bellezza; infatti, l’alto valore economico, le piccole dimensioni e la relativa non tracciabilità hanno fatto si che essi siano anche di estremo interesse per la criminalità organizzata. A causa della tracciabilità dei movimenti bancari a livello nazionale ed internazionale, i preziosi vengono utilizzati come merce di scambio per il traffico di armi, droga e per tutti quei reati che presuppongono una transazione monetaria. Inoltre, tali preziosi, come anche le opere d’arte, sono diventati una nuova forma di investimento dei proventi di associazioni criminali e di riciclaggio di denaro sporco.Tali aspetti hanno fatto aumentare vertiginosamente il traffico illegale di questi materiali preziosi. Ai reati sopraelencati si associano quelli relativi alla falsificazione ed alla imitazione delle gemme, dei fossili rari e dei metalli preziosi e delle loro leghe nella produzione di gioielli, lingotti, monete ed oggetti vari (quando vi è il presupposto del dolo).

 

 

Le gemme e le pietre preziose

 

Le gemme sono particolari tipi di minerali e, molto meno sovente, rocce che, per via della loro rarità e bellezza possono raggiungere un valore monetario molto alto. La differenza tra pietra preziosa e gemma è che la prima è generalmente un minerale dal quale si può ottenere una gemma, mentre la seconda è una pietra preziosa opportunamente lavorata per poter essere utilizzata in gioielleria.

 

Fin dal periodo neolitico, l’uomo ha mostrato interesse per le pietre preziose utilizzandole come ornamenti e come oggetti a cui attribuire virtù magiche e spirituali. Dalla preistoria ad oggi, ogni popolo ha lasciato testimonianza del suo interesse per la bellezza e l’uso delle pietre preziose, e della pratica di come falsificarle. Infatti, già nei tempi antichi era prassi falsificare le gemme: le prime testimonianze su come esaltare l’aspetto dei materiali gemmologici sono dell’epoca minoica . Con il passare dei secoli, con le nuove conoscenze dei materiali e con sviluppo di tecniche chimico-fisiche, si è passati ad una vera e propria sostituzione delle gemme utilizzando materiali di valore inferiore.

 

Le caratteristiche principali necessarie per stimare il valore delle gemme e per determinarne l’eventuale falsificazione sono la purezza, il carato ed il taglio. Anche il colore è una caratteristica che permette di identificare una gemma, ma frequentemente gemme che appartengono ad una stessa specie mineralogica possono avere colori completamente differenti; inoltre, il colore è una delle caratteristiche più facilmente falsificabili.

 

La falsificazione delle gemme viene eseguita secondo tre principali metodologie: l’esaltazione, la sintesi e la sostituzione.

L’esaltazione è una tecnica che permette di abbellire le gemme, al fine di trasformare artificialmente un esemplare scadente in uno più pregiato. L’esaltazione, utilizzata già da diversi secoli,viene eseguita principalmente per migliorare o modificare il colore delle gemme. Altri tipi di esaltazione riguardano procedimenti finalizzati a nascondere i difetti chiaramente visibili, come le fratture o fessurazioni.

La sintesi delle gemme consiste nel riprodurre artificialmente esemplari che possiedono le stesse proprietà chimiche, fisiche e ottiche dei corrispondenti naturali. Il procedimento di sintesi più diffuso consiste nel fondere un materiale di composizione uguale a quello del minerale che si vuole imitare; a questo vengono aggiunti ossidi che conferiscono la colorazione voluta. Infine, il materiale si lascia raffreddare lentamente cristallizzando. I metodi di sintesi hanno raggiunto tecniche talmente avanzate da ottenere prodotti quasi perfettamente identici ai loro corrispondenti naturali al punto da non poterne facilmente distinguere le differenze.

La sostituzione consiste nello scambiare le gemme più pregiate con pietre naturali di minor valore o con materiali artificiali. Infine, una tecnica che permette di risparmiare o sostituire materiale pregiato con materiale di poco pregio è quella del “doppietto”,che consiste nella realizzazione di una gemma composta da due parti:una superiore,che è una pietra pregiata, incollata inferiormente ad un alto materiale di minor pregio.

 

 

I metalli preziosi

 

I metalli, a seconda della loro stabilità chimica, si distinguono in metalli preziosi e metalli comuni. I metalli preziosi sono particolarmente resistenti dal punto di vista chimico e possiedono caratteri fisici particolarmente importanti, quali per esempio la duttilità. In campo commerciale vengono considerati metalli preziosi l’oro, l’argento, il platino ed il palladio.

 

I metalli preziosi puri sono troppo teneri e malleabili per la produzione di gioielli ed oggetti, per tale motivo essi vengono legati con altri metalli che ne migliorano la resistenza e la lavorabilità. Poiché ad un esame speditivo non è possibile verificare il contenuto di metallo prezioso presente in una lega, la legislazione italiana in materia prevede che sugli oggetti realizzati con i metalli preziosi e le loro leghe debbano essere obbligatoriamente incisi almeno due marchi che costituiscono la cosiddetta designazione: l’indicazione del titolo ed il marchio di identificazione. Il titolo di una lega è espresso in millesimi ed indica la quantità del complesso dei metalli componenti la lega ed il contenuto di metallo prezioso puro. Per esempio, una lega a titolo 800‰ conterrà 800 parti di metallo fino e 200 parti di altri metalli. Le cifre del titolo vengono incise all’interno di una figura geometrica la cui forma indica il tipo di metallo puro utilizzato nella lega (per esempio per l’argento viene utilizzato un ellisse).

Il marchio di identificazione è rappresentato da un poligono contenente una stella a cinque punte, da un numero univoco attribuito all’azienda produttrice dalla Camera di Commercio e dalla sigla della provincia in cui l’azienda risiede. Attraverso il marchio di identificazione è possibile risalire al produttore, quindi, al soggetto legalmente responsabile della rispondenza del titolo dichiarato sull’oggetto.

 

Le falsificazioni dei metalli preziosi comprendono: la sostituzione con metalli meno pregiati e la successiva placcatura con il metallo che si vuole imitare, la differente titolazione della lega rispetto a quella indicata, e le designazioni (marchio di fabbrica e titolo).

I lingotti d’oro puro, di peso 400 once che costituiscono lo standard degli scambi interbancari, sono oggetto di numerose falsificazione. Anni addietro, il procedimento più popolare per falsificare i lingotti d’oro era di aggiungere il rame all’oro o di laminare in oro un volume equivalente di acciaio o di piombo. L’acciaio ed il piombo, tuttavia, hanno un peso specifico inferiore a quello dell’oro, quindi i pezzi falsificati con questo metodo,pesando il 60% in meno dell’originale, erano facilmente identificabili. Negli ultimi anni sono stati scoperti diversi lingotti d’oro falsificati mediante il rivestimento di blocchi di tungsteno con una sottile lamina d’oro puro. Il tungsteno ha un valore monetario molto inferiore a quello dell’oro, ma un peso specifico molto simile, quindi è praticamente impossibile distinguere lingotto d’oro da uno di tungsteno ad un’analisi speditiva.

 

 

I fossili

 

I fossili sono resti o tracce di organismi sia vegetali che animali che si sono conservati all’interno dei sedimenti successivamente consolidatisi in rocce. Molti esemplari di fossili hanno raggiunto un valore commerciale molto elevato, dovuto in particolar modo alla loro rarità, allo stato di conservazione e alla loro antichità. Parallelamente alla grande richiesta di mercato di questi esemplari, la loro falsificazione è diventata sempre più frequente ed è migliorata nel tempo al punto da raggiungere livelli così elevati da trarre in inganno, ad un esame speditivo, anche gli esperti. Negli ultimi anni si è sviluppato anche il contrabbando di reperti fossili pregiati, che coinvolgono in particolare scheletri di dinosauri o parte di essi, zanne e denti di mammut, e il cui volume di affari si aggira attorno alle decine di milioni di dollari l’anno.

 

I fossili falsi sono rappresentati da differenti tipologie di esemplari: essi possono essere pezzi riprodotti più o meno fedelmente con materiali vari, pezzi che hanno subito una ricostruzione parziale o un ritocco,come per esempio l’aggiunta di particolari estranei al fossile stesso o la ricomposizione in posizioni anatomiche diverse dall’originale.

In particolare principali metodi di falsificazione comprendono: il rifacimento di parti mancanti, la collocazione del fossile su un pezzo di matrice, l’assemblaggio di pezzi appartenenti a vari individui, la colorazione artificiale e la riproduzione totale.

 

Rosa Maria Di Maggio si è laureata con lode in Scienze Geologiche, indirizzo vulcanologico-petrografico, presso l’Università Sapienza di Roma. Ha esperienza ultra decennale in campo forense, maturata presso il Servizio Polizia Scientifica della Polizia di Stato. Ha svolto oltre ottanta casi giudiziari con riferimento alle analisi dei terreni e dei materiali inorganici, tra i quali numerosi high profile cases e casi di interesse internazionale (tra cui la scomparsa di Pasqualino Porfidia e delle gemelline Schepp, le nuove Brigate Rosse, la scomparsa di Emanuela Orlandi, il duplice omicidio Angelo Izzo ecc.). Esperto della scena del crimine e della repertamento di tracce e microtracce di natura inorganica.

Competenze principali: esperta in sopralluogo giudiziario e repertamento di tracce e microtracce di origine inorganica e relativa documentazione video-fotografica; esecuzione di accertamenti tecnici su suoli, rocce,   esplosivi, materiali, polveri incognite, metalli preziosi e gemme. Analisi sedimentologiche e morfologiche; analisi del colore; determinazioni mineralogico-petrografiche in sezione sottile al microscopio polarizzatore; analisi in diffrattometria a raggi X (XRD) ed in microscopia elettronica a scansione (SEM-EDX); analisi fisiche; analisi Raman ed FT-IR; attività didattica finalizzata alla Geologia Forense svolta presso Università pubbliche e private, convegni internazionali ed il Servizio Polizia Scientifica.

Rosa Maria Di Maggio ha redatto contributi scientifici per diversi libri dedicati alle scienze forensi ed è coautrice e curatrice del primo libro italiano sulla Geologia Forense. E’ Membro della Commissione Direttiva della Initiative on Forensic Geology (IFG), nell’ambito dell’International Union of Geological Science (IUGS), con incarico di funzionario per l’Europa e rappresentante per l’Italia. E’ consigliere dell’Ordine dei Geologi del Lazio per il quadriennio 2013-2017 ed è iscritta all’Albo dei Periti del Tribunale di Roma – sezione penale.


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