Significazione critica dell’opera “Su di una sponda amara” (Prof.ssa Fulvia Minetti)


 

Si riporta la Significazione critica della Poesia “Su di una sponda amara” della Prof.ssa Fulvia Minetti dell’Accademia Internazionale di Significazione, Poesia e Arte Contemporanea (www.accademiapoesiarte.it).
L’opera si è classificata al terzo posto al Premio “Apollo Dionisiaco”, anno 2016, della suddetta Accademia di Roma.
La Poesia è di seguito riportata, con a seguire la Significazione.

“Su di una sponda amara”

Su di una sponda amara ammiro
incerto partenze di navi solcare
i seni delle onde, e già cantano
i marinai inni al povero Celeste.

 

Fuor dai miei confini invisibili
così lento m’incammino tra
ancore e foschie; sfumano
contorni e volti sconosciuti.

 

Soggiogando il fato si rincorrono
nei fondali le creature marine,
e divengo il triste compagno
di giochi d’un pavone solitario.

 

E lascio sfrondare questa notte
di pietra divenendo giardino
e giardiniere dei miei silenzi,
tessitore di umani oceani.

 

Così volgo a lacrimare mille
patrie lungo alti cipressi,
a rivestire il sole di maggio
dell’ansimare dell’infinito.

 

E questo giallo sbiadire di campi
e sentieri si fan pesanti in petto
come un temporale dentro
l’animo che duole di pene.

Tra alti pendii scoscesi reclama
il silenzio un dolce rimpatrio,
e già rivedo nuove sponde
nella rotta dell’amaro ritorno.

 

“Fra coscienza ed inconscio è la condizione dell’umano al Di Gianni, in bilico sulla perdita è transito, è viaggio, è rimando di sé ad un senso che trascende, che è sempre altro. L’alterità riscrive l’identità: la dimensione antitetica si scioglie nell’ekstasis, che è infinità e libertà dal dato di presenza oggettuale, in una sensibilità originaria e desoggettivata. Il simbolismo del poeta figura la dimensione ctonia e la coscienza in cromia mutevole e sempre scomposta dello sguardo. Il chiasmo del movimento sensibile è transustanziazione: il senso è silenzio, che ineffabile appare nella voce, e la voce ribatte l’intatto silenzio. Così il mondo è il luogo grembale, che seppellisce e, sempre nuova, dona luce all’identità: il segno è autunnale, è amara condanna ad un perpetuo esilio dell’essere dalla casa del senso.”

Prof.ssa Fulvia Minetti,

Presidente Fondatrice dell’Accademia.


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