Rammento passate tempeste


 

Rammento passate tempeste guardando
sospeso il gelido sole del meriggio;
temendo a rivelarsi in petto lieve
s’insinua un timido affanno,
come soffio sui rami in autunno.

 

Né mistero né dolore nelle insenature
del cuore: l’impressione sempre cara
delle guerre in fondo al viale di cui
moriva solo il silenzio; il tremolar
delle dita sul volar delle libellule.

 

Pure avverto giungere rimembranze
di forzate solitudini vissute tra
pagine bianche e frammenti di versi
abbracciando sghembe piogge
e rialzi di neve lassù tra le colline.

 

Un mare disteso di suoni oscilla senza
tregua nei cupi sentieri della mente,
riverberi irregolari divengono la mia
beata culla, e più non comprendo
la solitaria anemia dei fiori.

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